Il Sudafrica nasconde i suoi poveri in vista dei Mondiali di calcio

2 04 2010

sudafrica 2 aprile 2010 – Source: Internazionale

Tin Can Town è stata definita dal sindaco di Città del Capo “un’area temporanea di trasferimento”. Ma secondo i suoi residenti è un campo di concentramento. Dicono di essere stati trasferiti in quest’area con la forza. E danno la colpa ai Mondiali di calcio. Il reportage del Guardian.

Le case di Tin Can Town, nel dicembre del 2009. Schalk van Zuydam (Ap/Lapresse)
Le case di Tin Can Town, nel dicembre del 2009. Schalk van Zuydam (Ap/Lapresse)

“Viviamo in una discarica”, dice Jane Roberts. “Il governo sta togliendo i poveri dalle strade di Città del Capo perché non vuole che vivano nella città che ospiterà la coppa del mondo”.

“A Tin Can Town non abbiamo libertà. La polizia arriva nel cuore della notte e picchia adulti e bambini. Il Sudafrica sta cercando di nascondere al mondo il modo in cui tratta i suoi cittadini. Esiste solo la coppa del mondo”.

Il presidente sudafricano Jacob Zuma continua a dire che la manifestazione sportiva sta portando benefici per tutta la nazione, grazie alla creazione di posti di lavoro, alla costruzione di infrastrutture, e trasformando l’idea che il mondo ha del Sudafrica.

Tin Can Town, o Blikkiesdorp, è stata costruita nel 2008 per dare una casa a circa 650 persone che avevano occupato degli alloggi abusivamente. Secondo i residenti oggi almeno quindicimila persone vivono in circa tremila strutture di legno e ferro, e continuano ad aumentare. In alcuni casi famiglie di sei o sette persone vivono in locali di tre metri per sei.

Tin Town – Original da Barefoot Workshops su Vimeo.

Il mese scorso circa 360 persone sono state spostate a Tin Can Town da Spes Bona Hostel, nel distretto di Athlone, a Cittò del Capo, perché nella loro zona c’è uno stadio dove si alleneranno alcune grandi stelle del calcio mondiale.

Non è vero, inoltre, che i Mondiali stanno portando benessere e occupazione. Secondo esponenti della Western Cape anti-eviction campaign, la vita degli imprenditori locali e dei lavoratori è stata distrutta finora dalla manifestazione. Il boom occupazionale dovuto alla ricostruzione è già finito, e ai commercianti locali non sarà permesso di operare vicino gli stadi, i parchi e le aree turistiche.

Il giornalista Andile Mngxitama dice: “Non avevamo bisogno di quest’evento. È solo una trovata dei nostri politici per distogliere l’attenzione dal fatto che non sono stati in grado, in questi 16 anni, di garantire la democrazia”.

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